Baja California Sur con bambini: itinerario on the road di 12 giorni tra deserto e Mar di Cortez
Immagina una strada dritta che taglia un deserto di cactus giganti, con il mare turchese che ogni tanto compare all’orizzonte. Ora immagina il tuo bambino sul sedile posteriore, con il naso schiacciato sul finestrino, che grida: «Una balena! L’ho vista io per prima!».
Questo è stato il nostro itinerario di 12 giorni in Baja California Sur con bambini: un on the road tra spiagge quasi deserte, ranch ecosostenibili, leoni marini e giganti del mare. La Baja è una regione ancora poco battuta dal turismo italiano, ma straordinaria per le sue ricchezze naturali. Se vuoi scoprire tutti i motivi per cui visitarla leggi anche Baja California Sur in famiglia: natura, balene e spiagge deserte
Itinerario in sintesi: 12 giorni, 11 notti
| Giorno | Tappa | Notti | Vai alla tappa |
|---|---|---|---|
| 1 | San José del Cabo | 1 | Leggi |
| 2 | Cabo Pulmo | 1 | Leggi |
| 3 | La Ventana e Cardon Forest | 1 | Leggi |
| 4-5 | La Paz | 2 | Leggi |
| 6-8 | Loreto, Isla Coronado e dintorni | 3 | Leggi |
| 9 | Puerto San Carlos e Bahía Magdalena | 1 | Leggi |
| 10 | Rancho Catimar | 1 | Leggi |
| 11 | Todos Santos | 1 | Leggi |
| 12 | Rientro a Los Cabos e volo | – | Leggi |
Quando e come andare in Baja California Sur
Siamo partiti a cavallo tra dicembre e gennaio, un periodo ideale per un tour on the road: clima mite di giorno, niente caldo estremo e animali marini protagonisti. Se vuoi capire qual è il momento migliore per le tue date, leggi Quando andare in Baja California Sur: clima, balene e squali balena mese per mese.
Siamo atterrati a Los Cabos con un comodo volo con scalo a Francoforte e abbiamo noleggiato un’auto direttamente in aeroporto. Una berlina basta e avanza per questo itinerario, perché le strade principali sono asfaltate e gli sterrati sono facili. Leggi Come arrivare in Baja California Sur: voli, auto a noleggio e consigli di guida

Giorno 1: San José del Cabo, il Messico coloniale e tranquillo
Siamo arrivati in serata e abbiamo scelto di dormire a San José del Cabo. È la risposta più autentica e rilassata alla frenesia di Cabo San Lucas. Fondata nel Settecento come missione gesuita, conserva un grazioso centro storico con case colorate, la chiesa della missione affacciata sulla Plaza Mijares e un quartiere di gallerie d’arte e botteghe artigianali. Nei dintorni c’è anche l’estuario, una piccola riserva naturale ideale per osservare gli uccelli. Con i bambini è una tappa ideale per cenare all’aperto e smaltire il jet lag.
Noi abbiamo dormito all’ Hotel Colli, un hotel accogliente in pieno centro, con parcheggio privato e una bellissima corte interna in stile coloniale.
Giorno 2: Cabo Pulmo, il paradiso nascosto del Mar di Cortez
La mattina dopo ci siamo messi in marcia verso la prima vera tappa: Cabo Pulmo. Per arrivarci ci sono due strade. Con un fuoristrada e un po’ di spirito d’avventura puoi percorrere la sterrata costiera Camino Capo Este. Noi avevamo una semplice berlina e abbiamo preso il giro interno, che termina con un breve e facile sterrato.
Ne vale la pena, perché Cabo Pulmo è un piccolo villaggio fuori dal mondo con una storia rara. Qui si trova l’unica barriera corallina viva del Mar di Cortez, una delle più antiche del Pacifico orientale, oggi parco nazionale e patrimonio UNESCO. Un tempo l’area era sfruttata dalla pesca intensiva. Furono gli stessi pescatori locali a fermarsi e a proteggere il mare, e in pochi anni i pesci sono tornati a popolare la barriera in quantità impressionanti. È uno dei più bei esempi di rinascita ambientale guidata da una comunità.
A gennaio non è il mese migliore per immersioni e snorkeling, perché l’acqua è più fresca e il mare può essere mosso, ma le spiagge meritano comunque la deviazione:
- Playa Los Arbolitos: puoi entrare in acqua direttamente dalla sabbia e raggiungere i coralli e i banchi di pesci nuotando con maschera e boccaglio. Il fondale alterna sabbia e formazioni coralline poco profonde, perfetto per i più piccoli.
- Bahía Los Frailes: se c’è vento o mare mosso, è la tua alternativa. Una baia ampia e spesso più riparata dal vento da nord. Lo snorkeling migliore è vicino alle rocce, all’estremità settentrionale della spiaggia.
Quanto fermarsi: una notte è la misura giusta. Basta per assaporare l’isolamento e il silenzio senza che diventino un limite, soprattutto con bambini che dopo un po’ cercano qualche stimolo in più.
Giorno 3: La Ventana e la Cardon Forest, il deserto dei cactus giganti
La tappa successiva è La Ventana, un villaggio affacciato sul Mar di Cortez, famoso tra gli appassionati di kitesurf e windsurf per i venti costanti dell’inverno. Se non pratichi questi sport, resta comunque un posto piacevole per una passeggiata in spiaggia e per ammirare le vele colorate in volo.
Il vero spettacolo però è il percorso. Qui entri nel paesaggio più iconico della Baja: la Cardon Forest, una vera foresta di cactus. È un’area desertica attraversata da sentieri sabbiosi, circondata da enormi cactus cardón, alcuni vecchi di secoli. Per i bambini è come camminare in un film di avventura.
Anche qui vale la pena fermarsi una notte, per spezzare il viaggio e ripartire con calma verso La Paz.
Giorni 4-5: La Paz con i bambini, spiagge da sogno, squali balena e leoni marini
La Paz è la capitale dello stato e una delle città più piacevoli di tutto il Messico: affacciata su una baia dall’acqua calma e luminosa, con una vita da porto tranquilla. Noi ci siamo fermati due notti e abbiamo fatto bene: ci sono moltissime cose da vedere e fare, e così i lunghi trasferimenti sono stati spezzati. Verso la fine del viaggio siamo poi tornati dalle parti di La Paz per dormire al Rancho Catimar.
Un consiglio pratico: scegli le attività in base al meteo. Se viaggi in inverno come noi, una gita in barca con il brutto tempo può essere fredda e ventosa.
Le attività da non perdere sono:
- Le spiagge più belle di La Paz
- Playa Balandra: la più famosa, con acqua bassissima e trasparente e la celebre roccia a forma di fungo. È un’area protetta con accessi contingentati, quindi controlla in anticipo regole e orari.
- Playa Tecolote: lunga, ampia e ideale per le famiglie, con ristorantini sulla sabbia.
- Playa Pichilingue: vicina al porto, tranquilla e comoda.
- Playa El Caimancito: vicina al centro, per una pausa veloce.
- Nuotare con gli squali balena: la baia di La Paz è uno dei pochi posti al mondo dove si incontrano questi giganti gentili, in genere da ottobre ad aprile. Scegli sempre operatori certificati e rispettosi delle regole e verifica l’età minima per i bambini.
- Isla Espíritu Santo: patrimonio UNESCO, è il posto dove giocare con i leoni marini, con acque cristalline e paesaggi di roccia rossa.
Se piove: Perlas de La Paz. Un’attività perfetta per una giornata grigia è la visita all’allevamento di ostriche Perlas de La Paz. Qui scopri come, nelle acque quiete della baia, le ostriche vengono allevate in modo sostenibile, cullate dal mare come in una culla. Vedrai con i tuoi occhi il gesto delicato dell’innesto, quando un piccolo seme viene affidato all’ostrica, che per anni lo avvolgerà strato dopo strato fino a trasformarlo in una perla. Per i bambini è una piccola magia: capire che un gioiello nasce dalla pazienza.
Concludi sempre con una passeggiata al tramonto sul Malecón, il lungomare della città, tra sculture, gelati e luce dorata sulla baia.
Giorni 6-8: Loreto, la porta del mare e della storia
Ripresa la Transpeninsular verso nord, affrontiamo il trasferimento più lungo del viaggio per raggiungere Loreto, dove ci fermiamo tre notti. Fu la prima missione permanente fondata dai gesuiti nella penisola, alla fine del Seicento, e per questo è considerata la culla della storia religiosa e coloniale della Baja. Oggi è una cittadina tranquilla, Pueblo Mágico, con un grazioso centro storico e un lungomare rilassato, affacciata su un parco marino nazionale ricco di delfini e, in stagione, di balenottere azzurre.
Isla Coronado
Loreto è la base perfetta per un’escursione verso Isla Coronado, una piccola isola vulcanica a breve distanza di barca dalla costa. Ha una spiaggia di sabbia chiara e un mare limpido in cui fare snorkeling, ed è una gita ideale per i bambini. Durante la traversata è facile avvistare delfini e altra fauna marina.
Misión San Francisco Javier
Andando verso l’interno, sulla Sierra de la Giganta, puoi visitare la Misión San Francisco Javier. È una delle escursioni più belle dell’entroterra: una missione storica in pietra, un’oasi di palme e un paesaggio di montagna molto diverso dalla costa. Si raggiunge in auto da Loreto percorrendo una strada panoramica.
Noi, purtroppo, ce la siamo persa per spingerci più a nord, e te lo dico con onestà: non rifarei la scelta.
Bahía Concepción: da valutare
Quella deviazione ci ha portati a Bahía Concepción. Non ci ha entusiasmato, perché le spiagge erano completamente occupate dai camper americani. Almeno nel periodo natalizio te la sconsiglio.
Giorno 9: Puerto San Carlos e Bahía Magdalena, l’incontro con le balene
Dopo Loreto inizia il rientro verso sud, fino a un paese sperduto sulla costa dell’oceano Pacifico: Puerto San Carlos, sulla laguna di Bahía Magdalena. E perché venire fino a questo polveroso gruppo di case?
Perché ogni inverno, dopo un viaggio di migliaia di chilometri dai mari artici, le balene grigie arrivano nelle lagune della costa ovest della Baja per partorire e allattare i piccoli. Si esce in barca con una guida locale e, se sei fortunato, sono proprio le balene, mamme e cuccioli, ad avvicinarsi alla barca, con una curiosità che commuove. La stagione va all’incirca da gennaio ad aprile, con il momento migliore tra febbraio e marzo.
Durante la nostra visita le balene grigie non erano ancora arrivate, ma nulla è perduto: uscendo dalla laguna è possibile incontrare le megattere. Se il tuo obiettivo sono le balene grigie, tieni conto del periodo e viaggia un po’ più avanti nella stagione.
Giorno 10: Rancho Catimar, dormire tra i cactus e gli animali
Continuando la discesa torniamo dalle parti di La Paz per soggiornare in un posto speciale: Rancho Catimar, un ranch completamente ecosostenibile con due meravigliose capanne arroccate sulla scogliera, in mezzo a una foresta di cactus. Gli animali della fattoria faranno impazzire i tuoi bambini, e per noi adulti il silenzio e le stelle sono stati un regalo.
Giorno 11: Todos Santos, l’ultima tappa
Ultima tappa: Todos Santos, un Pueblo Mágico sulla costa del Pacifico, fondato attorno a una missione del Settecento. Oggi è una cittadina amata dagli artisti, con gallerie, caffè e botteghe tra vie ombreggiate e case coloniali. Il suo hotel più celebre rivendica il legame con la canzone Hotel California, anche se si tratta di una leggenda mai confermata. Nei dintorni ci sono spiagge selvagge molto apprezzate dai surfisti, come Playa Cerritos. Ricorda che l’oceano qui è potente e le correnti forti, quindi fai il bagno solo dove è consentito.
Qui abbiamo trascorso l’ultima notte, per visitare la cittadina e i dintorni. E ti propongo una sfida da fare con i bambini: chi vede più balene nell’oceano? In questo tratto di costa le megattere si vedono direttamente dalla spiaggia, o dalla macchina mentre si guida sulla strada costiera.
Il ricordo più grande: il Mar di Cortez
Eccoci arrivati alla fine del viaggio. Dodici giorni di esperienze a contatto con la natura che la mia famiglia non dimenticherà. Il Mar di Cortez, definito da Jacques Cousteau «l’acquario del mondo», è uno dei pochi luoghi dove è possibile incontrare splendidi animali marini in modo controllato e sostenibile, e per questo è sicuro anche per i bambini.
Ma ciò che porteremo con noi non sono solo le balene o i leoni marini. È il silenzio delle strade deserte, le risate in macchina, gli occhi di nostro figlio quando il dorso di un gigante ha rotto la superficie del mare. È la sensazione rara di avergli mostrato un mondo ancora selvaggio e di averlo rispettato insieme. La Baja ci ha insegnato che i viaggi più belli non sono quelli con più cose da vedere, ma quelli che ti lasciano il tempo di guardare.
E tu, hai già scelto da dove partire? 🌵🐋


